La resilienza idrica e l’adattamento climatico sono obiettivi strategici dell’UE. Anche in Europa, l’acqua sta diventando sempre più una risorsa critica che incide sulle politiche di adattamento climatico, sulla sicurezza alimentare e sullo sviluppo industriale, richiedendo un approccio più sistemico e trasversale ai diversi settori.

Gli effetti degli eventi estremi indotti dal cambiamento climatico generano sfide senza precedenti in territori spesso già fragili dal punto di vista idrogeologico, con impatti devastanti sulle comunità locali. Negli ultimi quattro anni, oltre 20 regioni europee hanno sperimentato gravi eventi alluvionali. Di conseguenza, gli Stati membri hanno richiesto contributi dal Fondo di solidarietà dell’UE, con danni stimati superiori a 63 miliardi di euro. Si stima che entro il 2030 metà dei bacini fluviali europei sarà colpita da eventi meteorologici estremi e siccità, e che i costi dei danni incideranno per circa l’1,5% sul PIL dell’UE entro il 2050.

In questo contesto, la sicurezza idrica è ora una priorità nell’agenda politica dell’UE. Le politiche di preparazione e resilienza idrica costituiscono pilastri strategici fondamentali, insieme all’aggiornamento continuo delle valutazioni dei rischi climatici, con l’obiettivo di migliorare la resilienza dei territori, delle infrastrutture, degli ecosistemi e delle economie locali.

La Commissione europea ha integrato questa priorità nelle principali roadmap strategiche, a partire dal “Competitiveness Compass” – adottato il 29 gennaio 2025 – che delinea anche azioni volte a migliorare le pratiche di gestione integrata delle risorse idriche e a sostenere le infrastrutture correlate. La Strategia per la Resilienza Idrica – adottata il 4 giugno 2025 – mira a rendere l’UE più resiliente attraverso un approccio politico integrato, articolato su tre obiettivi chiave:

  • Ripristinare e proteggere il ciclo dell’acqua per garantire una fornitura idrica sostenibile;
  • Costruire un’economia “water-smart” insieme ai cittadini e agli attori economici, in grado di sostenere la competitività dell’UE, attrarre investimenti e favorire un settore idrico europeo prospero;
  • Garantire acqua pulita e servizi igienico-sanitari accessibili a tutti, sempre, responsabilizzando i cittadini.

La Strategia per la Resilienza Idrica copre cinque principali aree di intervento, tra cui “Sicurezza e preparazione per rafforzare la resilienza collettiva”.

La sicurezza idrica è anche una priorità crescente per i governi regionali e locali. Secondo il Rapporto sullo Stato delle Regioni e delle Città 2024 del Comitato europeo delle Regioni, le amministrazioni locali e regionali sono responsabili dell'attuazione del 70% delle misure di mitigazione climatica e del 90% delle azioni di adattamento. Inoltre, l’80% degli investimenti viene realizzato a livello locale.

È quindi essenziale riconoscere il ruolo fondamentale delle Regioni nella prevenzione, nella pianificazione, nella gestione delle emergenze e nelle attività di ricostruzione.

È urgente creare un’alleanza delle Regioni europee che affrontano esigenze e sfide simili. A partire da quelle colpite da alluvioni, siccità e scarsità idrica, un’Alleanza contribuirà ad azioni collettive finalizzate allo scambio e all’identificazione di soluzioni comuni ed efficaci.

L’obiettivo dell’Alleanza è triplice

1. Rispondere alla richiesta politica di un forte coinvolgimento delle regioni

L’Alleanza intende promuovere il ruolo centrale delle regioni nella programmazione e attuazione degli interventi di adattamento, con particolare attenzione alla gestione dei rischi di siccità, alluvioni e mareggiate. Questi interventi mirano a garantire comunità e territori più resilienti, comprese la gestione delle emergenze e le attività di ricostruzione secondo il principio del “ricostruire meglio”.

L’Alleanza sosterrà anche il rafforzamento della governance multilivello e di un approccio “place-based” alle politiche di intervento dell’UE, essenziale per garantire un uso efficace dei fondi europei e investimenti coerenti con i reali bisogni delle comunità e dei cittadini.

2. Richiedere un aumento degli investimenti dell’UE nella resilienza climatica a livello territoriale

In linea con la revisione intermedia e con la proposta per il prossimo Quadro finanziario pluriennale, l’Alleanza sosterrà il rafforzamento delle risorse dedicate alla sicurezza idrica e territoriale, in particolare per:

  • Emergenze causate da alluvioni;
  • Emergenze dovute a siccità prolungata e desertificazione;
  • Aumento delle dotazioni del Fondo di solidarietà dell’UE e attivazione di strumenti finanziari dedicati della Banca europea per gli investimenti;
  • Investimenti in misure diffuse di prevenzione e adattamento.

3. Creare una piattaforma comune di condivisione delle migliori pratiche

L’Alleanza promuoverà lo scambio di esperienze tra regioni europee, anche attraverso progetti UE, riguardanti:

  • Modelli di governance e processi decisionali; rafforzamento della partecipazione delle comunità locali e degli stakeholder nelle politiche di resilienza, adattamento e mitigazione climatica;
  • Strategie e piani di prevenzione, adattamento ai cambiamenti climatici e gestione del rischio;
  • Sistemi di allerta precoce, gestione delle emergenze e coordinamento dei piani e degli interventi di protezione civile;
  • Utilizzo di tecnologie digitali, intelligenza artificiale e dati satellitari per previsione, risposta alle emergenze, ricostruzione e riprogrammazione territoriale;
  • Promozione di una cultura diffusa della “sicurezza e preparazione” e sviluppo di capacità imprenditoriali per sostenere un’economia basata sulla resilienza.